11ª Stockalperweg Briga - Engiloch 28/06/2018

Foto di gruppo
Foto di gruppo

PREMESSA. Oggi ci dividiamo: il gruppo di Verbania preferisce la Valle Strona, un gruppo misto Ossola - Verbania – Trecate si unisce agli amici svizzeri del gruppo Steinböcke per percorrere gran parte della storica e lunga Stockalperweg, fino ad ora mai percorsa. Storia, fatica e bella amicizia internazionale.

GITA  N. 177

STOCKALPERWEG  BRIGA - ENGILOCH

28 GIUGNO 2018

Dislivello: salita1445 m, discesa 507 m  Tempo totale: 5 h 30' Sviluppo: 13,84 km.

La giornata è di quelle rare. Quattro Trotapian in licenza, fra i quali una signora, salgono a Engeloch e vi lasciano un'auto in prossimità della locanda e della fermata del mitico “Postale”, che caricherà al ritorno gli amici elvetici diretti a Briga. Con la seconda auto proseguiamo verso Briga, sopportando l'ennesima lunga attesa per il consueto cantiere di lavoro dedicato al rifacimento di una   strada già perfetta. Mediare fra ANAS e Dipartimento Strade Vallesane è proprio così difficile? A Ried, prima di Briga, indicazioni contraddittorie ci fanno arrivare all'appuntamento con gli amici svizzeri, al “Postale” di Lingwurm, 823, con tre minuti di ritardo. Veniamo perdonati, posteggiamo e ci incamminiamo, dopo che la guida odierna ci ha raccontato un po' di storia di questa via che unisce Briga a Domodossola e fu voluta nel 1600 dal Barone Stockalper, commerciante, affarista ed esiliato. E' tutto evidente e ben segnato. Dopo un tratto di bosco costeggiamo dall'alto le profonde gole del torrente Saltina e, in 1 h 15', siamo a Schalberg, 1285, lungo la strada del Sempione in prossimità del bivio per Rosswald. Di qui il sentiero scende per oltre 200 metri fino a Grund, abitato nel 1600 per la sua miniera di ferro. Siamo alla confluenza di tre torrenti che scendono dalla Gantertal, dalla Nesseltal e dal Passo del Sempione, formando il Saltina che a Briga confluisce nel Rodano e nel 2000 fece disastri. Si riprende a salire e si passa dalla zona più spettacolare, dove belle passerelle di legno attraversano ripetutamente il torrente nel verde del fondovalle, con scorci a nord e a sud sulle cime innevate. Breve pausa a Taferna, 1705 (2 h), dove un enorme baitone del 1684 racconta la leggenda di un'ostessa che mescolò acqua al vino e, ancora oggi, la sua anima vaga lamentosa nelle fredde notti. L'ultimo strappo ci porta in 1 h 15' al Passo del Sempione, 2005, e ad una meritata pausa pranzo. Ripartiamo e saliamo ai 2027 dell'aquila napoleonica in sasso. Dopo il fresco della Valle del Saltina, veniamo inaspettatamente aggrediti dall'aria calda che sale dalla “bella Italia”. La fine della lunga salita e la bella compagnia generano allegria e buonumore. Dopo una sobria degustazione di vini vallesani e caffè italiano la loquacità è in aumento e, con francese, italiano e tedesco maccheronico, tutti capiscono tutto. Scendiamo al Vecchio Ospizio e, passando per Nideralp, raggiungiamo la nostra auto e la fermata del “Postale” a Engeloch (1 h), dove ci scambiamo libri italiani e birre vallesane in grande amicizia. Il recupero dell'auto a Lingwurm ci costa altre due pause di almeno dieci minuti l'una, durante le quali osanniamo la perfezione svizzera, quasi rimpiangendo alcune buche, non tutte, della Vergognosa Statale 33.



Gianpaolo Fabbri

Foto di Gianpaolo